trattandosi di elementi lapidei esposti alle avversità ambientali e anche in relazione alla tipologia del materiale, in questo caso pietra serena, si è scelta la metodologia più adatta a seconda del tipo di degrado da affrontare. Ogni fase dell’intervento prima, durante e dopo è stata documentata fotograficamente sia in generale sia nei particolari. Si è cominciato con le seguenti operazioni: verifica della stabilità dei singoli elementi, vecchie stuccature, integrazioni o elementi non perfettamente stabili (*); rimozione delle ricostruzioni e vecchie stuccature instabili; trattamento e rimozione della patina biologica tramite l’applicazione di biocida BIOTIN T in soluzione acquosa al 2%; rimozione dei depositi superficiali incoerenti mediante spolveratura della superficie con l’utilizzo di pennelli a setole morbide; rimozione dei depositi coerenti tramite l’idrolavaggio della superficie con acqua demineralizzata, nel caso specifico delle finestre e del portale principale dentro del loggiato la pulitura è stata realizzata tramite l’applicazione di impacco di carbonato d’ammonio in soluzione acquosa al 15% supportato da arbocel 80% e sepiolite 20%, con tempo di posa di 4 ore seguito da un accurato risciacquo della superficie con acqua demineralizzata (questa metodologia è stata scelta visto che la superficie di questi elementi presentava una patinatura coesa e alterata che non si poteva rimuovere tramite il semplice lavaggio con acqua demineralizzata); consolidamento della superficie tramite l’applicazione di silicato di etile per imbibizione e fino a completa saturazione; incollaggio e consolidamento strutturale di alcuni elementi o blocchi a rischio di caduta tramite l’imperniatura con barre in vetroresina o barre filettate in acciaio INOX Ø8mm e resina epossidica bicomponente EPO 121; stuccatura della superficie con malta a base di calce e polvere di pietra (proporzione 1:2) con aggiunta di terre naturali come pigmento per raggiungere una tonalità simile alla pietra; adeguamento cromatico dei rifacimenti e delle vecchie integrazioni ancora stabili con velature a base di calce e pigmenti. * Già in questa fase dell’intervento ci siamo resi conto che c’era un problema sui davanzali e i cornicioni delle finestre del piano primo dovuto alla scagliatura che soffre generalmente la pietra serena, ma in questo caso la direzione delle scaglie era in senso orizzontale. Le dimensioni e il peso delle scaglie erano considerevole, raggiungendo in alcuni casi i 6 kg, condizione che rendeva impossibile il consolidamento consueto con barre filettate; per questo motivo si è elaborata una proposta di consolidamento strutturale per i davanzali e cornicioni interessati assieme alla Direzione dei Lavori, con la quale si è presentato il progetto d’intervento alla SABAP che ha dato il nulla osta per l’intervento. I lavori prevedevano lo smontaggio dei frammenti a rischio di caduta, il consolidamento del complesso sia del supporto sia degli elementi suddetti tramite l’applicazione di silicato di etile per imbibizione e fino a completa saturazione, seguito dal rimontaggio e incollaggio dei frammenti; poi si è proceduto con il montaggio dei telai in acciaio INOX come in disegno (Tavv. 1 – 3) e la ricostruzione di alcune parti mancanti per rendere meno evidente la presenza del supporto sottostante ai davanzali e cornicioni, seguita dalla patinatura finta pietra dei telai in acciaio INOX. Anche su questa fase dell’intervento è stata individuata la problematica strutturale sulle colonne del loggiato, lavori che sono stati indirizzati a dei professionisti strutturali e ditte specializzate
gli elementi lapidei presenti sulle facciate della Villa il Trebbio presentano uno stato di conservazione cattivo, dovuto probabilmente agli interventi precedenti come ristrutturazioni o adeguamenti funzionali, all’esposizione agli agenti atmosferici, ai fenomeni naturali come terremoti, alla natura materica dei materiali, oppure semplicemente al passar del tempo, rivelandosi diversi tipi di degrado sulla superficie quali: erosione per usura, mancanze, patina biologica, deposito superficiale coerente ed incoerente, alterazione cromatica, disgregazione, esfoliazione, fratturazioni, fessurazioni, macchie e scagliature.