IL RESTAURO È STATO RESO POSSIBILE GRAZIE AD EROGAZIONE LIBERALE DI FRIENDS OF FLORENCE
PER LE PITTURE MURALI:
Data la precarietà dello stato di conservazione e l’effettivo pericolo di perdite della pellicola pittorica polverulenta e decoesa, è stato inizialmente eseguito un preconsolidamento del colore tramite applicazione di piccole porzioni di carta giapponese e iniezioni a tergo delle scaglie sollevate di adeguato materiale consolidante, la leggera pressione con spugne naturali attraverso la carta ha permesso la riadesione del colore sollevato al substrato.
Nelle zone maggiormente interessate dalle infiltrazioni si è proceduto all’estrazione dei sali solubili mediante applicazione di impacchi assorbenti mantenuti a tempi lunghi e ripetuti fino a quando la presenza di sali non è stata ritenuta trascurabile.
-Pulitura della superficie rinvenute mediante: rimozione del particellato solido depositato con spugne naturali imbevute d’acqua demonizzata; applicazione di una strato di carta giapponese di idonea grammatura, a contatto della superficie dipinta e stesura a pennello , qualora si fosse riscontrata la presenza di sali solfati, di resine scambiatrici di ioni di tipo anionico ad effetto desolfatante, con l’eventuale aggiunta di ammonio carbonato in soluzione dal 3% all’8% per eliminare le patine biancastre (i tempi di contatto sulla superficie sono stati stabiliti di volta in volta sulla base dei saggi preliminari); rimozione delle resine a scambio ionico mediante spugne naturali o ovatta comune imbevute d’acqua deionizzata. In alternativa , ove no si fosse riscontrata significativa presenze di sali , si è utilizzata una pulitura con “poltiglia” di sali di ammonio carbonato o bicarbonato (sui colori a base rameica) oppure dispersi in impacco di pasta cellulosica , interposti da carta giapponese di grammatura idonea al fine di rimuovere esclusivamente materiale organico depositato sulla superficie.
– Consolidamento dell’intonaco pittorico che presentava sollevamenti dal supporto tramite iniezioni di una malta idraulica minerale priva di sali; successiva riadesione dell’intonaco tramite piccoli puntelli lignei tenuti in essere sino al completamento del processo di idrolisi; in alternativa si è effettuato un consolidamento a “punti” inserendo nelle zone maggiormente distaccate ancoraggi di microperni in fibra di vetro da far aderire alla struttura muraria.
-Stuccatura delle lesioni e delle lacune con una malta composta da grassello di calce e sabbia di granulometria idonea, facendo sempre attenzione ad effettuare le stuccature di restauro compatibili con l’intonaco originale della pittura e non più tenace dello stesso. Particolarmente indicato per la stabilità della pittura ai fini conservativi è stata inoltre l’applicazione dell’idrossido di bario per effettuare sia un’azione antisolfatante che il consolidamento dell’intonaco pittorico; in alternativa si è previsto anche l’utilizzo di soluzioni di nanotecnologie applicate al restauro. Tale procedimento è stato effettuato in accordo con la DD.LL. dopo aver valutato i risultati ottenuti dai test preliminari.
-Integrazione pittorica delle microlacune del testo pittorico tramite più velature sensibilizzate alle cromie originali, a base di pigmenti naturali puri (terre ed ossidi) addizionati con caseinato d’ammonio al fine di ottenere un valore cromatico unitario