Opere trattate nel Salone del Cinquecento, situato al primo piano di Palazzo Vecchio :
Parete Nord, sulla Tribuna dell’Udienza (da sinistra a destra):
Parete Est (da nord a sud):
Parete Ovest (da nord a sud) :
Parete Sud (da sinistra a destra) :
Opera trattata nel Cortile di Michelozzo, situato al piano terreno in corrispondenza dell’ingresso Ovest di Palazzo Vecchio :
L’intervento ha riguardato la spolveratura delle sculture e dei loro basamenti con pennelli a setole morbide e aspirapolvere dotato di filtri HEPA. La ghiera metallica dei pennelli è stata ricoperta con del nastro adesivo di carta onde evitare di graffiare inavvertitamente l’opera durante la spolveratura e l’imbocco dell’aspirapolvere è stato imbottito da uno strato di cotone con lo stesso fine. La spolveratura è stata realizzata all’alto verso il basso, indossando guanti onde evitare il contatto degli acidi e grassi della pelle con i manufatti. Il deposito veniva sospinto con il pennello verso l’imbocco dell’aspirapolvere il quale permetteva di evitare di rimandare nell’ambiente la polvere appena rimossa. I nidi di insetti rinvenuti nei riccioli delle capigliature, delle criniere dei leoni dei basamenti e nei sottosquadra sono stati rimossi con stecchini di legno più o meno fini. Un panno scamosciato è stato impiegato sulle sculture romane cerate per asportare i residui del deposito di polvere rimasti adesi alla cera senza graffiarla.
Le opere marmoree sono in buono stato di conservazione ma presentano un importante accumulo di polvere, il cui spessore supera talvolta i 5mm. Le sculture romane esposte sulla parete sud del salone risultano essere quelle che presentano un livello di impolveramento maggiore.
Durante la spolveratura sarà valutata la stabilità delle sculture inserite nelle nicchie sui loro basamenti (presso la Tribuna dell’Udienza e sulla parete sud) nonché quella dei singoli incollaggi delle sculture romane.
L’opera che necessiterà della maggiore attenzione è il modello in terra cruda del Giambologna. Appare in discreto stato di conservazione nonostante nella parte inferiore di Firenze vittoriosa su Pisa, siano presenti delle fessurazioni del modellato in argilla, sotto le quali si osservano depositi di un materiale pulverulento di colore giallo-bruno a granulometria medio-fine, costituito da particelle friabili e in parte fibrose, simile a segatura vegetale. La morfologia suggerisce una natura prevalentemente organica e il punto di accumulo sembra suggerire un’origine endogena e una fuoriuscita dalle fessurazioni. Tale materiale appare compatibile con la disgregazione dei componenti organici interni (legno, fieno, stoppa) impiegati come imbottitura e supporto del modellato in terra cruda.
Non potendo escludere un attacco di insetti xilofagi dell’armatura interna lignea, durante la spolveratura, oltre ad osservare la superficie dell’opera per valutare l’eventuale presenta di ulteriori fessurazioni nella parte superiore, si verificherà anche la presenza di fori di sfarfallamento e un campione del deposito pulverulento verrà prelevato per ulteriori studi.
La spolveratura dell’opera permetterà inoltre una valutazione della stabilità della superficie in terra cruda e della policromia.
Come per le sculture esposte nel Salone del Cinquecento l’opera presenta un importante accumulo di polvere.